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Percorso 09: Albaro, Boccadasse, Sturla

Un itinerario fra mare, monti e città alla scoperta delle bellezze naturali del Levante di Genova

CORSO ITALIA – BOCCADASSE – SANTA CHIARA – VERNAZZOLA – APPARIZIONE

A piedi: 4 ore
Mezzi pubblici: linee bus 15, 87

Boccadasse, Genova

Partendo dalla stazione Brignole è possibile raggiungere a piedi il mare e visitare il Levante genovese. Se il tempo a disposizione non è molto si può percorrere tutta viale Brigate Partigiane sino in piazzale Kennedy dove inizia il lungomare di corso Italia sino a Boccadasse (foto). Il percorso proposto qui è più lungo e articolato, per raggiungere il mare scendiamo dalla collina di Albaro, ci addentriamo nel borgo di Boccadasse sino alle spiagge di Vernazzola e Sturla e poi saliamo nuovamente sui monti verso il quartiere collinare di Apparizione. Si impiegano circa 4 ore per raggiungere a piedi Apparizione da Albaro, ma potete decidere di fermarvi a metà percorso, magari in spiaggia, se volete risparmiarvi la seconda parte in salita.

Genova Albaro, Scalinata Giorgio Borghese

Partiamo da Corso Buenos Aires, il prolungamento naturale di via XX Settembre, oltre gli imponenti parallelepipedi di vetro del Corte Lambruschini, sino in piazza Tommaseo. Al termine di questo rivo di asfalto (che di fatto parte da piazza De Ferrari collegamento con i percorsi 4 e 6) si srotola Scalinata Giorgio Borghese come un tappeto dal colle di Albaro. Una lingua di gradoni e terrazze la cui veste è stracciata dagli anni, come se a una comune gentildonna dei primi del ‘900 qualcuno avesse donato inattesa e indesiderata vita eterna… Lei per ripicca ha scelto, da quel giorno, di non alzarsi più dal letto di morte, di non cambiarsi più gli abiti, accompagnata da un fastidioso e inarrestabile respiro. Questa scalinata è uno splendido malinteso, un errore… quel che rimane di un progetto incompiuto di oltre un secolo fa per la realizzazione di una nuova sede in stile liberty dell’Accademia di Belle Arti. Salendo i gradoni sbuchi in via Francesco Pozzo, a sorvolare i comignoli su uno sfondo dominato dalle sibilline torri campanile di Carignano e dai grattacieli di piazza Dante.


Al civico 28, Villa Paradiso: fra le sbarre della cancellata l’eden sfoggia bell’anteprima di sé ai comuni mortali, ricordando che qui sulla Terra esiste solo per chi può permetterselo. Percorrendo via Albaro ti fermerai in piazza Leopardi, alle spalle della chiesa di San Francesco D’Albaro, che un tempo, a leggere quanto ci ricorda una lapide, era una distesa verde: “[…] è proibito qualunque gioco che potesse recarvi danno e di pascolarvi bestiami sotto le pene correzionali prescritte dalle vigenti leggi.
Percorri la piazza calamitato dal grigio fresco e intenso della piccola chiesa di Santa Maria del Prato (per l’appunto), sino a quelle discrete casette che, come in una favola pastorale, si posano sul lato della piazza, sorvegliate dai cipressi. Il bucolico fotogramma è il preludio a via Parini, un tempo sinuoso sentiero che scavallava il colle per raggiungere il mare; una manciata di passi, stretto fra le nobili mura delle antiche ville dell’aristocrazia genovese.
Al calar della sera le deboli bave di luce scivoleranno dalle pareti… Se ti fermi e taci intravedi in controluce la polvere dei pastelli e il frenetico rincorrersi dei richiami che provengono dal cielo, gli augelli delle fronde vicine e più distanti i gabbiani, e i pappagalli fuggiti dalle gabbie. Neanche il tempo di riprendere il cammino e il dolce discendere infrange sull’imponente forte San Giuliano, le auto sfrecciano ai tuoi piedi, sarà come scendere dalla giostra una volta terminata la corsa.

Attraversa via Gobetti e sei al mare, in corso Italia, lungo viale Nazario Sauro. Ti accoglierà, alla tua sinistra, il campanile zebrato dell’Abbazia di San Giuliano. Raggiungila e imbocca Lungomare Lombardo costeggiando le tremolanti pietre dell’Abbazia fondata nel X secolo, costretta ormai in un angolo di quella che era la sua spiaggia. Oggi Lungomare Lombardo è uno dei luoghi più frequentati della “modaiola” primavera-estate genovese all’ora dell’aperitivo e fino a tarda notte si mescolano gli urbani ormoni, come nel pentolone di una strega (scopri di più sulla movida).

Corso Italia ha il suo sbocco naturale in Belvedere Edoardo Firpo, la celebre terrazza sul borgo di Boccadasse, una delle cose più belle che abbia mai visto in vita mia. Di questo luogo incantato i genovesi non sono mai stanchi, è l’orgoglio dei vecchi pescatori come dei giovani sbarbatelli. L’acqua nella minuta insenatura ruba i colori alle case che sembrano gettate ad occhi chiusi da un pugno divino. Sullo sfondo le terrazze delMonumento di Quarto e ancora più in là il promontorio di Portofino.
Sulla spiaggia di Boccadasse con il cono gelato in mano, a piccoli gruppi, composti su quelle pietre che con il passare dei minuti segnano sedere e fianchi, si parla e si parla ancora… E chi è solo non parla, ma ascolta. E se non riesce ad ascoltare, osserva. Cerca di rubare negli sguardi e nei movimenti del volto dei suoi concittadini quello che i discorsi non dicono, impotenti. I cani e i bambini giocano, il rumore delle posate all’ora di cena puntella il rovescio cadenzato delle onde…

Dalla spiaggia di Boccadasse sali via al Capo di Santa Chiara. Quel breve dedalo di creuze è come una rete per le farfalle, rimarrai impigliato e sarai costretto a fermarti ogni tre passi. L’apoteosi è la vista su Sturla e Quarto dalle panchine di Capo Santa Chiara. E dalla torre del castello Turcke… chissà com’è stare al mondo dalla torre del castello…

Proseguendo su via al Capo di Santa Chiara e quindi a destra in via Urania, potrai scendere a Sturla, alla spiaggia di Vernazzola, antico borgo di pescatori, dove le piccole imbarcazioni come conchiglie riposano al sole e gli ingressi delle abitazioni sono a livello del mare. Da qui puoi facilmente raggiungere il vecchio centro di Sturla, via del Tritone e via Tabarca, punto di ritrovo dei cantautori genovesi negli anni ‘60, in quello che era il ristorante della famiglia De Scalzi.

Lungo via V Maggio, la rampa di lancio verso i quartieri di Quarto, Quinto e Nervi (percorso 10), si distende lo spiaggione di Sturla. Se sei stanco puoi fermarti qui o tornare sui tuoi passi a Boccadasse e in corso Italia. In caso contrario, da qui in mezzora si può risalire sulle alture, sino a quel gruppo di case che tiene le unghie piantate nella terra per non scivolare giù, l’antico borgo rurale di Apparizione.

Imbocca via Redipuglia e poi la creuza di San Gerolamo di Quarto che in primavera è una sinfonia di profumi, la sgualcita pochette del quartiere di Sturla. Ti ritroverai a pochi passi dalla chiesa di San Gerolamo edificata nel 1383. Supera l’ex Manicomio e continua dritto sino al cavalcavia di corso Europa, attraversalo e prendi via Carrara; una decina di minuti a piedi lungo la strada per raggiungere via del Chiapparo. Saluta auto e traffico e imbocca la creuza sino al cimitero di Apparizione. Giunto in cima, se hai ancora energia da spendere, puoi proseguire alla scoperta della parte alta del borgo risalendo via Crocetta di Apparizione (le antiche creuze arrivano sino a Bavari e alla Val Bisagno, ed è possibile, seguendo i sentieri, raggiungere la cima del Monte Fasce e del Monte Moro, vai alla sezione trekking) fra le antiche case dei contadini e la luce semplice e calda della campagna; in alternativa, puoi proseguire a piedi anche lungo la strada panoramica del Monte Moro. Oppure puoi svoltare a sinistra in via Visconte Maggiolo sino alla chiesa di S. M. in Apparizione e quindi alla parte bassa di Apparizione. Per tornare a valle potrai utilizzare il mezzo pubblico, linea 87.

Gabriele Serpe
[Santa Chiara, foto di Daniele Orlandi]

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